Il 22 maggio del 2023 si barricò in bagno, al quinto piano del Tribunale civile di via Brenta a Lecce, con due bottiglie piene di liquido infiammabile, minacciando di darsi fuoco. Un gesto disperato, dettato dal rischio di ritrovarsi senza un tetto, insieme a moglie e figlia, dal momento che era stata avviata la procedura di sfratto. E, da tempo, aveva anche perso il lavoro senza intascare il tfr.
Un autotrasportatore di 54 anni, origini slave e residente a Salve, era finito sul banco degli imputati con l’accusa di interruzione di pubblico servizio ma il tribunale di Lecce lo ha assolto con formula piena: perché il fatto non sussiste.
Provvidenziale si rivelò l’intervento dell’allora presidente del Tribunale di Lecce, Roberto Tanisi che, una volta informato su quanto stava accadendo, giunse sul posto riuscendo a stabilire un contatto diretto con l'uomo e con la moglie. Sul posto arrivarono anche altri magistrati, che cercarono di comprendere quali fossero i termini della questione, oltre ai vigili del fuoco e i carabinieri. Alla fine l'uomo desistette dall'intento di farla finita. Ma il trambusto e l’allarme si erano ormai diffusi nelle varie aule, considerato anche l'enorme pericolo che un eventuale gesto inconsulto, al quinto piano del tribunale, avrebbe potuto arrecare. e l’uomo venne portato in caserma e denunciato.







