Bologna, 16 ott. (askanews) – “Superare i 35 anni per una donna rappresenta un problema estremamente grave dal punto di vista della fertilità” e “i maschi della nostra generazione sono meno fertili se confrontati ai maschi di generazioni passate”. Lo ha detto Mauro Cozzolino, direttore clinico del nuovo centro IVI inaugurato oggi a Bologna, primo in Emilia-Romagna dove si effettuano circa 9mila cicli di PMA all’anno.
“I dati che abbiamo a disposizione a livello nazionale ci dicono che c’è una richiesta sempre più crescente di cicli di fecondazione assistita”, spiega Cozzolino. “Nel 2022 circa il 4,3% dei bambini nati sono stati attraverso la procreazione medicalmente assistita ed è un dato che si è triplicato rispetto agli anni precedenti. Se consideriamo le fasce di età, nelle donne al di sopra dei 40 anni la procreazione medicalmente assistita rappresenta il 16% delle nascite”.
Il direttore sottolinea l’urgenza di sensibilizzare sull’età: “L’età materna rappresenta il fattore più importante dal punto di vista del successo delle nostre tecniche. Spesso quello che mi accade è avere pazienti che non hanno percezione effettivamente del tempo. Esiste una dicotomia tra l’età biologica e l’età che noi oggi sentiamo di avere. Ci sentiamo effettivamente giovani perché la società ci consente questo tipo di immagine. Però dal punto di vista biologico superare i 35 anni per una donna rappresenta un problema estremamente grave”.






