Project finance, revisione prezzi, politiche industriali e Sud: il vicepresidente di Legacoop Produzione e Servizi è reduce dall'assemblea nazionale che quest'anno non a caso si è celebrata in Calabria, in quel Mezzogiorno che le cooperative chiedono a gran voce di tutelare. Investire nel Sud - rivendicano - significa investire nel Paese. Per il vicepresidente e direttore Andrea Laguardia è una priorità. Così come la difesa della finanza di progetto in questi giorni oggetto di uno scontro con la Commissione europea. Ma il dossier del mondo della cooperazione di Legacoop è più lungo.
Vicepresidente, partiamo dalle regole del gioco. Bruxelles ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia sulla disciplina del project finance – in particolare sul diritto di prelazione. Come avete accolto questa notizia e che impatto avrà su imprese e consorzi?
Male. Come spesso accade, l'Europa interviene con piglio burocratico, senza tenere conto delle necessità dei Paesi membri e dei bisogni delle imprese. Al contrario, crediamo che la finanza di progetto vada incentivata come strumento principale della collaborazione tra pubblico e privato. Negli ultimi mesi abbiamo elaborato un'analisi, dimostrando che molti progetti di opere pubbliche non realizzati con il Pnrr possono essere rianimati attraverso i Ppp.








