Dichiarazioni spontanee del commercialista Soracco: io estraneo alla vicenda
Genova – “Ho sempre detto tutto quello che sapevo senza mai nascondere nulla. Spero che la corte metta, una volta per tutte, la parola fine al mio lungo e immeritato calvario”: ha concluso così le sue spontanee dichiarazioni, Marco Soracco, il commercialista nel cui studio di Chiavari venne uccisa, il 6 maggio 1996, la segretaria Nada Cella.
Il professionista, a processo per favoreggiamento perché secondo l'accusa non avrebbe detto di sapere che l'assassina era Anna Lucia Cecere, ha parlato per 15 minuti. E ha ripercorso i 30 anni che lo hanno visto protagonista di “un gratuito linciaggio sia sotto il profilo giuridico sia morale”, come l’ha definito: “Quel giorno doveva essere una normale giornata di lavoro, invece ho trovato la segretaria in una pozza di sangue. Ho pensato subito di chiamare i soccorsi, non mi sono posto il problema di cosa fosse successo. So di essere parso freddo e distaccato, ma è il mio modo di reagire ai fatti improvvisi: le mie reazioni sono sempre frenate in attesa di comprendere meglio quanto succede”. Ancora: “Ho sempre collaborato alle indagini, ma sono stato risucchiato in un vortice a me sconosciuto. Una situazione che ho superato grazie alla consapevolezza della mia estraneità al fatto”.






