Non è strano solo sentirsi innamorati a Milano. È strano che la metropoli vista sempre come molto pragmatica diventi, seppure temporaneamente, la capitale di varie declinazioni del fantastico, fantascienza in primis. Lo scorso weekend si è tenuta la nuova edizione di Stranimondi, la fiera del libro fantastico, alla Casa dei Giochi (via Sant’Uguzzone 8) con circa tremila presenze che hanno affollato i quarantadue stand della fiera e partecipato attivamente agli incontri. Tra gli ospiti l’illustratore Franco Brambilla, milanese doc, autore del manifesto dell’edizione e da un quarto di secolo copertinista della storica collana di fantascienza Urania (fra l’altro pubblicata dalla milanese Mondadori, segno della lunga e fatale attrazione tra città e science fiction).

E, in una ideale staffetta, dal 13 al 18 ottobre all’Università IULM c’è la quarta edizione del festival Sogni elettrici, dedicata agli studenti ma anche agli appassionati e agli addetti ai lavori di fantascienza e fantastico.

Ogni edizione presenta una retrospettiva di film del passato, stavolta si tratta di «Oggetti non identificati - La fantascienza italiana degli anni ‘60». Nata da un’idea del direttore del festival Stefano Locati e curata da Riccardo Caccia e Rocco Moccagatta, professori di Storia del Cinema allo IULM, presenta quattro film molto diversi e tutti usciti nel 1965, sessant’anni fa: «Terrore nello spazio» di Mario Bava, «I diafanoidi vengono da Marte» di Antonio Margheriti, «La decima vittima» di Elio Petri e «002 operazione luna» di Lucio Fulci.