a

Anche mille cubani combattono al fianco dei russi nella guerra di invasione contro l'Ucraina. La notizia è stata pubblicata dalla testata The Kyiv Independent, citando una fonte dell'intelligence militare ucraina. Si tratta di un elemento che all'inizio di ottobre era stato già sollevato dall'intelligence statunitense, che parlava addirittura di un numero fra i mille e i 5mila. Secondo quanto riportato dal giornale ucraino, i dettagli del loro reclutamento sarebbero particolarmente inquietanti. Questi cittadini cubani vengono attratti attraverso i social con la promessa di un lavoro nell'ambito dell'edilizia che possa migliorare le loro condizioni di vita, addirittura degli intermediari si incaricherebbero delle spese di viaggio e poi, una volta arrivati ​​in Russia, dopo aver firmato una sorta di contratto non tradotto nella loro lingua, si troverebbero reclutati e avviati a un brevissimo periodo di addestramento, appena 15 giorni.

Difficile che un regime strutturato come quello de L'Avana che da sempre esercita un controllo capillare sulla popolazione, non sia a conoscenza di quanto avviene. E allora si delinea un'altra maglia di quella catena di sostegno che i regimi dittatoriali o governi autoritari stanno assicurando a Putin nella sua aggressione contro l'Ucraina. Sul piano delle dotazioni, è nota la fornitura di droni militari da parte dell'Iran. Rilevante, però, è anche la presenza di soldati provenienti da altri Paesi. È stato eclatante il caso dei nordcoreani, la cui presenza al fronte, stimata attorno ai 30mila uomini, è stata certificata nell'area di Kursk. Scarsamente coordinati con i russi, dopo ingenti perdite sono stati ritirati dalla linea del fronte.