È morta come aveva vissuto: tra i libri, i fogli, le parole dei suoi studenti. La professoressa Rossana Cerretti, insegnante di lettere al liceo Copernico di Brescia, è stata trovata senza vita alla scrivania di casa, nella notte nel pomeriggio di lunedì. Davanti a sé i compiti che stava correggendo.

«È uscita di scena solo come lei poteva fare», racconta con emozione la dirigente Claudia Marchi, che insieme ad alcuni colleghi, preoccupati per la sua assenza improvvisa, si è recata alla sua abitazione dopo le lezioni. «Non si era presentata a scuola e non aveva avvisato. Non era da lei».

Originaria di La Spezia, Cerretti insegnava latino, storia e italiano, ma era anche molto più di questo: era l’anima del laboratorio teatrale dell’istituto, una docente che aveva fatto della cultura un modo per costruire relazioni, non gerarchie. «Aveva una grande passione per il teatro – ricorda la dirigente – e lo considerava uno strumento per far crescere i ragazzi, per insegnare loro a stare nel mondo con empatia e coraggio».

La scorsa primavera, con i suoi studenti, aveva portato in scena Quasi come girasoli, spettacolo arrivato finalista al Premio Michele Mazzella per una drammaturgia giovane, uno dei concorsi nazionali più prestigiosi per i laboratori scolastici. A novembre sarebbe dovuta ripartire la nuova stagione, che lei aveva già preparato con scrupolo e fantasia, seguendo durante l’estate un corso di formazione propedeutico.