“Di Anna Marchesini mi manca la nostra telefonata quasi quotidiana. Continuavamo a vedere gli eventi, la storia della nostra esistenza, quello che ci accadeva attorno sempre con il famoso occhio obliquo del Trio”. Tullio Solenghi sul filo dei ricordi e della malinconia per una amica e collega che non c’è più si è raccontato a tutto tondo a Il Corriere della Sera.
“Io e Massimo Lopez abbiamo entrambi dei fratelli naturali, ma tra di noi ci chiamiamo fratellini. La nostra complicità non si è mai esaurita“, ha poi aggiunto.
La memoria torna al famoso Trio: “Non c’era la donna del Trio, avevamo tutti lo stesso sesso, non c’era nessun tipo di disparità, non c’era bisogno di quote rosa. Vigeva una legge ancora più severa, doveva esserci il plebiscito. Tre su tre. Credo che abbiamo buttato nel cestino centinaia di pagine perché avevano il difetto di non avere l’avallo di tutti e tre”.
E ancora: “Venivamo tutti e tre dal teatro, accomunati da quell’occhio strabico sulla realtà di cui parlavo prima. E poi il gusto per lo spiazzamento, per la parodia. Siamo stati anche unici nel non essere regionali, eravamo un misto perché Anna era di Orvieto, io di Genova, Massimo di Napoli: eravamo una sorta di unità d’Italia della comicità“.






