Da giovanissima icona mondiale dell’attivismo a donna che rivendica il diritto di essere imperfetta. Il Venerdì, in edicola domani con Repubblica, dedica la copertina a Malala Yousafzai. La più giovane premio Nobel per la pace, intervistata da Antonello Guerrera, presenta il suo nuovo libro Finding My Way (Garzanti) e per la prima volta si racconta senza filtri: gli anni a Oxford, gli amici, l’amore, il primo spinello, ma anche l'ansia, gli attacchi di panico e i flashback del tentato assassinio. Nell’intervista confessa le difficoltà dietro la fama, la ricerca di libertà, le paure quotidiane e la scoperta di sé: “Ho capito che il vero coraggio è ammettere le proprie debolezze, rialzarsi e continuare a lottare”. A seguire l’articolo di Stefania Parmeggiani, una galleria di ritratti di giovanissimi che stanno provando a cambiare il mondo: sono gli attivisti della generazione Z, ovunque nelle piazze per difendere diritti, democrazia e pianeta Terra.
Sullo stesso numero anche l’ultimo giorno del Beaubourg. Il museo più amato dai parigini ha chiuso per restauri e riaprirà fra cinque anni. «Sarà un nuovo inizio» promette chi ne cura i lavori. Nell’attesa, il Venerdì si è imbucato per vedere che effetto fa il Centre Pompidou: deserto come non lo è stato mai.






