PADOVA - Aveva fatto credere loro di avere dei poteri curativi e sfruttando quel suo ascendente aveva trasformato due incontri terapeutici in violenze sessuali. Ed è per questo che ieri mattina (15 ottobre) il Tribunale collegiale di Padova lo ha condannato a 7 anni di reclusione. Lui è Adil Muhammad, 49enne del Pakistan, domiciliato nel Milanese, sedicente terapeuta con l’aura del santone. Le due vittime sono una 35enne del Piovese che a lui si era rivolta per farsi curare dei mali e che invece si era trovata le mani addosso del curatore (e che si è costituita parte civile) e un’altra donna che invece non ha voluto andare oltre alla denuncia. Sono due gli episodi contestati dalla Procura di Padova e sono a distanza di un mese e mezzo l’uno dall’altro.

Il primo risale al 15 ottobre 2021. Quel pomeriggio la paziente era entrata per la prima visita nell’ambulatorio del curatore pakistano, a Padova. Dopo i classici dialoghi per capire come intervenire lui aveva iniziato a farsi più pressante. Scrive il pubblico ministero Marco Brusegan nel capo d’imputazione: «agendo in assenza del suo consenso e avendole fatto credere di avere poteri curativi del corpo e della mente, anche attraverso dei massaggi» il 47enne «la induceva a subire atti sessuali». Nell’atto d’accusa diventato poi perno dell’inchiesta e del processo che si è chiuso ieri mattina, si parla di «toccamenti partiti dalle mani per passare alle spalle e poi ai seni e anche al sedere». Non solo, dopo aver ancora insistito «la costringeva tenendola ferma con le braccia – si legge ancora nel capo d’imputazione – a subire abbracci continuando nel contempo a toccarle il sedere, tentando di baciarla. Toccamenti che avvenivano sotto i vestiti».