-Gli ulteriori nuovi oneri per l'export della pasta italiana negli Usa "non hanno nulla a che fare con la riforma dei dazi voluta dal presidente Trump.
L'applicazione dei dazi punitivi del 91,74% a La Molisana S.p.A.
e al Pastificio Garofalo, che noi non condividiamo, è la conseguenza di presunte risposte incomplete e di criticità riscontrate sui dati nell'ambito di una indagine condotta dal Dipartimento del Commercio americano su richiesta di altri produttori. Il procedimento è stato poi esteso altri esportatori italiani di pasta non direttamente interessati dall'indagine".
Lo ha precisato il ministro dell'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida al question time alla Camera.
"Questo tipo di indagine - ha poi sottolineato il ministro Lollobrigida - non è una novità ma un meccanismo in atto da almeno vent'anni che hanno visto le nostre aziende condurre impegnative battaglie legali per dimostrare la correttezza del loro operato. Ne abbiamo discusso al tavolo della pasta il 31 luglio, stiamo insieme al Ministero degli Esteri - che evidentemente è competente per il commercio estero - lavorando. E insieme al nostro ambasciatore con il quale ho avuto modo di confrontarmi proprio sul tema a Chicago, l'ambasciatore Marco Peronaci, che sta assicurando il massimo sostegno alle nostre aziende. Insieme al collega Tajani e alla task force attivata presso la Farnesina, stiamo lavorando per sostenere le imprese nella procedura di opposizione e per coordinare i negoziati con il Dipartimento del Commercio americano, coinvolgendo anche la Commissione europea".







