Anche l’estate appena trascorsa è stata rovente e ha dato ragione a quanti, negli ultimi anni, hanno guardato con crescente interesse il mercato immobiliare residenziale di montagna e vi hanno investito. È certo, infatti, che il cambiamento climatico in corso, caratterizzato da mesi estivi afosi con temperature record, sia un fattore decisivo nel processo di trasformazione delle località in quota da mete riservate ai mesi invernali a destinazioni desiderabili per tutto l’anno. Ma c’è di più: anche i cambiamenti nello stile di vita che si sono verificati a seguito della pandemia, spinti dalla diffusione del lavoro agile, hanno avuto il loro peso. Giustamente, le amministrazioni dei paesi di montagna ne hanno tenuto conto e si sono date da fare. Come? Adeguando le offerte immobiliari, migliorando, dove possibile, l’accessibilità dei loro centri e potenziando i servizi in ambito trasporti, intrattenimento, sport, wellness, ristorazione, accoglienza. I risultati non sono mancati: si assiste, infatti, a un aumento consistente del turismo estivo in montagna che, in alcuni casi, ha superato quello invernale e, di conseguenza, ha generato una più elevata richiesta di abitazioni da affittare e/o da acquistare. Il trend positivo si conferma anche nel 2025, con dati apprezzabili sia nel volume delle transazioni sia nel rialzo dei prezzi pressoché in tutte le nostre destinazioni montane più famose, per quanto con ovvie differenze basate sulla reputazione di ciascuna.
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