“Non posso essere oggi lì con voi perché non esisto”. È quello che dice la protagonista di The Last Image, il primo cortometraggio italiano realizzato totalmente da AI generativa sotto il controllo umano, prodotto dalla software house HAI e da EDI, presentato nelle scorse ore all’Anica di Roma. In una clip proiettata in sala prima dell’inizio del cortometraggio, per un saluto formale al pubblico, la ragazza dai folti capelli ricci e rossi protagonista del film corre lungo il gate di un aeroporto, ma appunto, come la “collega” hollywoodiana Tilly Norwood, né lei, né il gate esistono perché ogni frammento di quell’immagine è creata con Intelligenza Artificiale.

The last image, del resto, non ha una briciola che una di materia organica in scena: cast artistico e tecnico, location compresa, sono frutto dell’elaborazione AI con capireparto umani a supervisionare gli input artificiali. Nel corto veniamo catapultati in una sorta di cupo medioevo alla Trono di spade dove un ragazzo sta per essere decapitato in una pubblica e inferocita piazza. Reo di aver rubato frutta da terreni privati, e dopo orribili torture del non aver confessato quale fosse il suo complice, con la voice over del protagonista veniamo a conoscenza di un suo ultimo desiderio: chissà se una volta tagliata la testa i suoi occhi potranno continuare a vedere l’amata dai riccioli rossi in mezzo alla folla. Dopo un rapido flashback sullo sviluppo del crimine e i momenti di amore con la ragazza, c’è il twist che non spoileriamo, se non per inserire The last image nella categoria di genere cornuto e mazziato.