TREVISO - Magro, scavato, provato. Ma vivo. E soprattutto lucidissimo, perfettamente consapevole di ciò che è accaduto. Lino, l'84enne a cui lunedì una sega circolare ha reciso il braccio sinistro, è ricoverato nel reparto di Ortopedia del Ca' Foncello di Treviso. Per lui una stanza singola dotata di ogni comfort nella nuova Cittadella della Salute, dove alcuni mesi fa è stato trasferito anche questo reparto. «Paura? Nessuna - dice con fierezza -. Non ho mai avuto paura. Ho capito che la situazione era grave, ma in vita mia non mi sono mai spaventato davanti a nulla». Molto diretto, senza fronzoli. La figlia, al suo capezzale con i nipoti, lo guarda con occhi apprensivi e amorevoli: «Mio padre è sempre stato così, quando è arrivata la telefonata ci siamo spaventati, ovvio. Ma conoscevamo bene la sua capacità di reazione e abbiamo confidato in quella».
Lino è solo leggermente reclinato sul lettone ergonomico, parla e gesticola senza enfasi, giusto lo stretto necessario. E sa che nel futuro prossimo dovrà fare i conti con una menomazione importante. Ma sa anche che non è il caso di piangersi addosso: intanto, la pellaccia l'ha portata a casa ed è quel che conta. Resta il fatto che quasi chiunque, nell'immaginarsi in una situazione così estrema, sarebbe morto di paura, prima ancora che per il trauma. «Sono venuto su così - riprende l'84enne - ho sempre messo le mani dappertutto. Figuriamoci, avevo un'officina, pezzi di metallo ovunque. Ho sempre affrontato le difficoltà della vita di petto. L'ho fatto anche questa volta, senza esitazioni e questo mi ha salvato». Proprio vero. Il braccio però, anche se è stato recuperato di vicini che l'hanno soccorso, se lo dovrà dimenticare. «I medici hanno detto che per un uomo della sua età è un'operazione troppo complicata e potenzialmente pericolosa» interviene la figlia. Meglio adeguarsi e non sfidare troppo la sorte. Gli scenari futuri però non la spaventano: «Adesso c'è lo choc da superare, suo e nostro. Ma conoscendolo, sappiamo che tornerà ad essere autonomo come è sempre stato. È nella sua natura».






