BRUXELLES – Al netto dei molti dubbi quanto alla tenuta dell’accordo sul futuro di Gaza, a Bruxelles prevale in questi giorni un sospiro di sollievo. L’Unione europea si augura finalmente di uscire dall’angolo morto diplomatico in cui è caduta nell’ottobre 2023 quando Hamas attaccò Israele. Soffocata dai veti nazionali, Bruxelles ha potuto fare poco in questi anni. Ora che la pagina sembra girata, la UE vuole mettere in campo mezzi che le sono più consoni: quelli economici.
L’Unione europea è «pronta a contribuire con tutti gli strumenti a sua disposizione al successo» del piano di pace per Gaza, ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, citando in particolare la mobilitazione di fondi europei per la ricostruzione di questo territorio dopo due anni di bombardamenti israeliani. «Il piano di pace richiede un forte sostegno internazionale per avere successo», ha aggiunto l’Alta Rappresentante Kaja Kallas, promettendo l’appoggio europeo.
In questi mesi, l’Europa si è mostrata debole, incapace di pesare sulle forze in gioco. Semplificando, i Ventisette si sono divisi tra paesi pro-israeliani e paesi pro-palestinesi. Nota un funzionario dell’entourage del presidente del Consiglio europeo António Costa: «Da sempre la posizione europea è stata a favore della soluzione dei due Stati. Oggi possiamo sperare in una nuova coesione tra i Ventisette. Finalmente, c’è spazio di manovra per l’Europa, sia in campo economico che di sicurezza».











