Non c’è stallo nell’America’s Cup. Un gruppo nutrito di avvocati terzi sta lavorando per mettere insieme l’accordo sulla nuova Coppa. Quella che potrebbe nascere - il condizionale va ancora usato, più avanti si capirà il perché - se Defender e Challenger troveranno l’intesa sulla Limited Partnership, la società che dovrebbe gestire le future edizioni del trofei dei trofei della vela. Ma non è ancora sicuro che ciò avvenga.
Il punto di partenza
Più o meno nel dicembre scorso, Ernesto Bertarelli, e con lui poi Doug DeVos, rispettivamente patron di Alinghi e di American Magic, propongono un nuovo corso della Coppa, perché diventi un evento che crei valore. Come la Formula 1 e come sta provando a fare il SailGp.
Una rivoluzione, insomma. Si pensa a una nuova governance, che ruoti attorno a una struttura terza, composta da professionisti che abbia il compito di aumentare la partecipazione al trofeo, di controllarne i costi e di garantire un evento più continuo e sostenibile. Un evento che sia appetibile per gli sponsor, che sia“investibile” come dicono i gran mogol della finanza; che offra una programmazione e regole certe, spalmate sul lungo termine. La struttura, una Limited Partnership (società in accomandita semplice), dovrà inoltre rispondere a un board dove sono seduti Defender e Challenger, che saranno i Limited partners. Il tutto, sancito dall’AC Partnership.






