Quindici per cento, ma solo sulla carta. La decisione del governo Usa di porre dazi al 50% sulla componente di acciaio di oltre 400 prodotti va a colpire un’ampia fetta della meccanica varia, l’80% delle produzioni secondo le stime di Anima, federazione di categoria.
Questo ed altri temi sono stati al centro dell’incontro tra la delegazione di Anima Confindustria e membri delle istituzioni Ue, incontrando al Parlamento Europeo la vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna, e rappresentanti delle istituzioni per condividere le priorità dell’industria meccanica italiana.
La missione, organizzata dall’Ufficio Anima Bruxelles, ha avuto l’obiettivo di sollecitare un impegno politico e operativo affinché l’Unione Europea offra una risposta strategica di fronte ai dazi imposti dagli Stati Uniti e alle sfide della transizione ecologica, che rischiano di compromettere la competitività della manifattura europea.
Durante l’incontro è stato presentato il documento “Manifesto della Meccanica 2025 per l’UE – Un nuovo patto per l’industria italiana ed europea”, frutto di un ampio lavoro di analisi e confronto con le trentaquattro associazioni federate Anima. Il documento propone tre direttrici di azione: rilanciare una politica industriale europea coordinata, con strumenti concreti e semplificazioni normative; gestire in modo equilibrato la transizione ecologica, integrando innovazione di frontiera e tecnologie già disponibili; tutelare l’export e la concorrenza internazionale, chiedendo una risposta alle nuove barriere commerciali che colpiscono in modo sproporzionato la meccanica.






