Mattinata di tensione a Bologna, in via Marco Polo, dove la polizia ha eseguito uno sfratto nei confronti di una famiglia di origine eritrea, ma con passaporto italiano, composta da tre adulti, tra cui una donna over 65, e tre bambini, residente in un alloggio Acer. L'intervento ha visto la presenza di diversi agenti e la protesta di attivisti del collettivo Plat e del Coordinamento per il diritto alla casa che hanno accompagnato la famiglia durante lo sgombero.
"Lo sfratto è stato totalmente inaspettato - spiega una portavoce del collettivo Plat - Solo dieci giorni fa Acer ci aveva ricevuti, chiedendo i nominativi delle famiglie in difficoltà per prenderle in carico. Non ci aspettavamo che, con un tavolo ancora aperto, arrivassero le forze dell'ordine a sfondare la porta".
Secondo il collettivo, la decadenza dell'alloggio non sarebbe legata a morosità, ma a un controllo di permanenza in cui "l'intestataria non era in casa perché al lavoro, mentre gli altri familiari erano all'estero" e in casa c'era un fratello dell'assegnataria dell'alloggio.
"Non è possibile - aggiunge - che una famiglia perda la casa popolare, ultimo approdo di un percorso con i servizi sociali, solo perché non viene trovata in casa durante un controllo. Da qui si riparte da zero, con tempi di attesa anche di sette anni".






