Una città sospesa, silenziosa, blindata. La lunga notte di Italia-Israele a Udine è trascorsa tra posti di blocco, pattuglie e strade deserte, mentre cecchini e militari vegliavano sull’hotel Friuli, dove la nazionale israeliana ha trascorso le ore prima della sfida con l’Italia. Nel cuore della città, nessun movimento oltre i cordoni di sicurezza: accessi limitati, traffico bloccato, finestre chiuse e un’atmosfera surreale, ben lontana dalla consueta vigilia di una partita di calcio.

Perché qui, martedì sera, si giocheranno due partite. Una sull’erba del Bluenergy Stadium, dove gli Azzurri di Spalletti inseguono punti pesanti verso il Mondiale. L’altra, nelle piazze e per le vie del centro, dove il tema non sarà sportivo ma politico. Mentre sugli spalti sono attesi circa 10 mila spettatori (a fronte dei 25 mila posti dell’impianto), altrettanti manifestanti pro-Palestina sfileranno in corteo dalle 17.30, con un percorso che attraverserà il cuore della città.

L’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha classificato Italia-Israele come evento di grado 4, il massimo livello di rischio. Il timore è quello di infiltrazioni di frange estremiste e di incidenti legati alla tensione internazionale, nonostante la tregua siglata lunedì a Sharm el-Sheikh. Per questo il piano di sicurezza è imponente: oltre mille uomini tra polizia, carabinieri, finanza e militari presidieranno stadio e centro storico, supportati da droni ed elicotteri. L’intero quartiere attorno all’hotel della delegazione israeliana è stato sigillato e le zone adiacenti allo stadio dichiarate off-limits.