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14 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:49
“La pace non significa dimenticare, né significa impunità“. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ribadisce la sua posizione rispetto alle accuse a Israele di genocidio a Gaza ricordando che “ci sono processi aperti davanti alla Corte penale internazionale“. Mentre riecheggiano ancora gli applausi della Knesset per Donald Trump e a poche ore dal vertice-show a Sharm El-Sheikh (al quale ha preso parte anche lui), Sanchez, intervistato da Cadena Ser, ricorda il mandato di arresto per Benjamin Netanyahu emesso dalla Cpi nel novembre scorso: “Coloro che sono stati attori chiave nel genocidio perpetrato a Gaza devono rispondere alla giustizia, non ci può essere impunità”, sottolinea il premier iberico. I mandati sono stati emessi per crimini contro l’umanità e crimini di guerra commessi almeno dall’8 ottobre 2023 fino ad almeno il 20 maggio 2024, giorno in cui la Procura ha depositato le domande di mandato di arresto.
Sanchez ha anche assicurato che l’embargo di armi deciso da Madrid per Israele “si mantiene”. Quanto all’eventuale invio di truppe spagnole in missione di peacekeeping, ha assicurato che, se sarà richiesto, “la Spagna vuole essere attiva in questo processo”, e “avere un ruolo non solo nella ricostruzione in una zona in cui abbiamo molti interessi”, ma dalla “convinzione morale del rispetto del diritto internazionale“.







