Basilica chiusa ai fedeli, preghiere e dispersione di acqua benedetta sull’altare e nelle navate per chiedere perdono e restaurare la santità della basilica di San Pietro: è il rito penitenziale riparatorio voluto personalmente da Papa Leone XIV dopo l’atto osceno compiuto da un turista che ha orinato sull’altare maggiore della basilica.
La profanazione è successa venerdì 10 ottobre, davanti a centinaia di fedeli: alle 12,30 di lunedì 13 ottobre il Vaticano ha chiuso la basilica, ha iniziato a disperdere acqua benedetta sull’altare e nelle navate, completando il rito riparatorio con la recita di alcune preghiere in un clima di tensione e silenzio.
Secondo il sito Silere non possum è stato Papa Leone XIV in persona a volere il rito per riportare la santità nella basilica, ordinandolo al cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica vaticana, dopo un incontro chiarificatore per capire come sia stato possibile lasciare che un uomo si denudasse davanti a tutti e profanasse in quel modo l’altare maggiore della basilica più importante per il mondo cattolico.
Approfittando di un momento di distrazione del personale, l’uomo è riuscito a scavalcare le barriere che proteggono l’altare, in pochi secondi ha percorso i tre gradini che lo separavano dalla mensa sacra, si è sbottonato i pantaloni e ha urinato. Tutto questo sotto gli occhi di centinaia di turisti. Dopo pochi secondo gli uomini della gendarmeria vaticana sono intervenuti, bloccandolo e portandolo via.









