L’episodio è successo venerdì mattina. E probabilmente di esso non si sarebbe saputo nulla se non fosse stato immortalato dallo smartphone di un visitatore e il video non avesse poi fatto il giro dei social. Il protagonista è stato un giovane presente all'interno della Basilica di San Pietro, forse di nazionalità rumena o forse bulgara, che è riuscito a superare i tornelli e a ingannare la vigilanza fino a salire i gradini che portano all’altare della Confessione. Nel video, diffuso per primo dal sito de Il Tempo, si vede il giovane abbassare i pantaloni e urinare davanti a un gruppo di fedeli attoniti, a pochi passi dal Baldacchino di Gian Lorenzo Bernini.

Un oltraggio compiuto all’interno della Chiesa cattolica più importante, che può essere idealmente collegato a quell’altra forma di dileggio che sarà perpetrata all’interno della Cattedrale di Canterbury a Londra con una mostra di graffiti, di cui Libero si è occupato ieri. E sempre Il Tempo racconta che Papa Leone, informato dell’accaduto, sia rimasto visibilmente sconcertato.

A prima vista, i due episodi sembrano non avere alcun legame, essendo l’uno opera di un giovane isolato e l’altro il frutto di una azione deliberata realizzata dalle ben note centrali per la promozione della cultura woke. Eppure, c’è un elemento su cui bisognerebbe riflettere e che rende i due episodi assimilabili ad un clima culturale diffuso, alla situazione spirituale del nostro tempo. L’episodio romano, che in altri tempi avrebbe scandalizzato perché palesemente sacrilego, non ha quasi trovato spazio sui media nazionali. Né si registrano reazioni o prese di distanza da parte dei tanti influencer e opinionisti che ormai discettano su tutto e ad ogni ora, in tv o sui giornali. Quasi come se la profanazione di un luogo sacro, ove si è costruita buona parte dell’identità religiosa dell’Occidente, non fosse tale, ma semplicemente un episodio di vandalismo al pari dei tanti altri che possono accadere nei luoghi più visitati delle nostre città.