Esplosione, tre carabinieri morti e 15 feriti: fermati fratelli e sorella. Lo sfratto, le minacce, la molotov per innescare lo scoppio
martedì 14 ottobre 2025, 06:00 - Ultimo agg. 12:09
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di Redazione web
CASTEL D'AZZANO (VERONA) - Tre carabinieri sono morti e 15 tra militari, agenti di polizia e vigili del fuoco sono rimasti feriti in un'esplosione che si è verificata alle 3.05 del 14 ottobre in un casolare di via San Martino a Castel D'Azzano, in provincia di Verona. La deflagrazione - secondo quanto finora ricostruito dagli inquirenti - è stata provocata da tre fratelli (Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi) che hanno fatto esplodere la loro casa colonica mentre era in corso una perquisizione da parte delle forze dell'ordine. Nei giorni precedenti infatti erano state fotografate delle sospette bottiglie molotov sul tetto, perciò il procuratore capo di Verona, Raffaele Tito, ha delegato il controllo, data anche la situazione di particolare tensione con i Ramponi a causa di una procedura di sfratto pendente nei loro confronti. «Delle bottiglie molotov sul tetto c'erano e io volevo controllare insieme ai carabinieri - ha spiegato - l'innesco delle bombole è stato fatto proprio con una bottiglia molotov, almeno così pare: è una delle ipotesi. Comunque sicuramente è un fatto volontario, su questo non c'è dubbio». Dino (63 anni) e Maria Luisa (59 anni) sono stati fermati nell'immediatezza dalle forze dell'ordine, mentre Franco (65 anni) è stato bloccato alcune ore dopo in un campo di sua proprietà. Non ha opposto resistenza. La donna è gravemente ferita a causa delle ustioni. Dovranno rispondere del reato di omicidio volontario premeditato e si valuta se vi siano gli estremi per contestare anche quello di strage.
















