FONTANIVA (PADOVA) - «Mi sarei aspettata una cosa del genere qualche anno fa, non adesso. Dalle poche notizie che avevo, perché non ci sentivamo da anni, sapevo che faceva l’imprenditore agricolo. Potrebbe trattarsi quindi di una vendetta maturata nel tempo». È una ipotesi quella che Bellarmina Velo fa sulla morte del fratello Giuliano, 67 anni, originario di Fontaniva (Padova), ucciso martedì scorso a El Cantal, a Lorca, in Spagna, dove il sessantasettenne viveva da molti anni senza mai essere più rientrato in Italia. Con lui la mamma Giuliana Pegoraro di 89 anni, entrambi coinvolti nel narcotraffico internazionale.
Lui però fin da giovane nel giro della droga, anche armi. La moglie è mancata in giovane età. Il figlio Riccardo vive a Cittadella. Il padre Bellarmino era un imprenditore. Due le sorelle. Hanno cercato di fare di tutto per portarlo fuori dalle cattive compagnie ma niente. Poi la Mala del Brenta. «Mia mamma era molto legata a lui e per questo vivevano assieme anche con Manolo e Vittoria, una coppia di custodi-badanti. La sento molto di rado. Mamma mi ha raccontato che martedì stavano mangiando verso le 14. Hanno suonato al campanello di casa, Giuliano è uscito e gli hanno sparato. È morto tra le braccia di Manolo».






