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La premier annuisce alla proposta del capo del governo turco avvenuto all'International Congress Centre di Sharm el-Sheikh poco prima di un incontro dedicato ai prossimi passi da intraprendere nella stabilizzazione e ricostruzione della Striscia di Gaza

Nostro inviato a Sharm el-Sheik (Egitto)

Buona parte delle sedie dell’enorme media center del International Congress Centre di Sharm el-Sheikh hanno ancora una patina di polvere che arriva direttamente dal deserto del Sinai. È lì a testimoniare con quanto fretta sia stato organizzato il «Summit for peace» fortemente voluto da Donald Trump e co-presieduto dal presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, che solo venerdì sera ha sciolto la riserva e diramato gli inviti a ben più dei venti leader inizialmente annunciati. Nonostante i tempi stretti, però, gli egiziani hanno trovato il tempo di tappezzare la strada che dall’aeroporto porta fino al centro congressi di decine di enormi cartelloni due per tre dove troneggiano i due faccioni di Trump e al-Sisi con al centro la scritta «Togheter in peace» oppure «Welcome to the land of peace».