UDINE – "Ringrazio chi sarà al nostro fianco dentro allo stadio, ma rispetto pure chi resterà fuori". Rino Gattuso ha saputo che i biglietti venduti sono saliti lentamente a quota novemila, alla vigilia della sfida ad alta tensione di Udine con Israele. Nelle parole del ct c'è però sollievo soprattutto per le ultime immagini viste alla tv. "Ci siamo collegati anche in ritiro. Le immagini della liberazione degli ostaggi sono state bellissime, siamo davvero contenti per quello che sta succedendo. L'importante è che la guerra sia stata interrotta, personalmente ne sono molto felice. E' bello vedere della gente che riabbraccia i suoi figli e dall'altra che può finalmente tornare a casa. Viva la pace, speriamo che sia eterna. Noi abbiamo invece da giocare una partita e dobbiamo concentrarci su quella: ai play-off non ci siamo ancora e bisogna conquistarli", ha tuttavia messo in chiaro il tecnico dell'Italia, preoccupandosi di spostare subito l'attenzione sul campo. "Ci aspetta un avversario forte e pericoloso".
Italia-Israele, alta tensione a Udine: droni, zona rossa e solo 8mila biglietti venduti
dal nostro inviato Giampaolo Visetti
Gattuso: “Difendere a tre non mi piace, ma...”
Gattuso ha iniziato bene la sua gestione: tre vittorie consecutive, ma la più sofferta è stata proprio quella nella sfida d'andata contro Israele. "In Ungheria ci hanno segnato quattro gol, perché dalla cintola in su hanno qualità e noi abbiamo commesso l'errore di portarceli nella nostra area. Faremo qualche scelta diversa rispetto alla gara d'andata e anche a quelle della sfida contro l'Estonia, questo è certo. Il modulo in futuro potrà dipendere dalle caratteristiche di chi avremo di volta in volta di fronte. Il mio ego devo metterlo da parte, anche se a me non piace giocare con la difesa a tre. Conta solamente però che la squadra sia a suo agio, nella migliore condizione possibile per fare bene".













