Un bambino che si sforza a camminare più veloce, sotto il peso della sorellina che porta sulle spalle, ma è stremato.
Allora chiama la madre, in lacrime, le grida disperato più volte: "Aspetta mamma".
Dietro bombe e macerie. E' questa l'immagine scelta dall'artista Nicola Urru per la sua ultima opera in sabbia sulla spiaggia sassarese di Platamona. Un'opera che Urru ha distrutto quasi subito, stavolta: "E' una pagina di storia che non doveva essere nemmeno scritta - spiega all'ANSA - Ci sono immagini che non dovrebbero essere icone né appartenere a questo mondo".
"Non si sanno i nomi di questi due bambini, ma la loro immagine è ormai entrata nella storia della tragedia di Gaza.
Questa è l'umanità che cerca di salvarsi, nonostante tutto - ha scritto sui social pubblicando le foto dell'opera - Quell'immagine incarna l'immensa sofferenza dei bambini di Gaza e la forza della solidarietà fraterna in mezzo alla catastrofe.







