Roma, 13 ott. (askanews) – L’Europa deve riuscire a far conciliare le politiche sulla concorrenza con quelle industriali, specialmente in settori come quelli della difesa, dell’economia verde e del clima, dell’intelligenza artificiale e delle biotecnologie. Lo ha affermato il neo premio Nobel all’Economia, Philippe Aghion, che lavora al Collège de France, all’Insead di Parigi e la London School of Economics, durante le interviste in diretta seguite all’annuncio del conferimento del premio.
“Non sono favorevole all’ondata protezionistica Usa, non è positiva per la crescita globale e per l’innovazione – ha detto, rispondemdo ad una domanda sull’argomento – ma d’altra parte guardiamo al fatto che i paesi europei devono realizzare che non possiamo più lasciare che Cina e Usa diventino siano i soli leader tecnologici”.
Secondo Aghio “dalla metà degli anni 80 abbiamo avuto un declino, perché non riusciamo a attuare innovazioni cruciali (breakthrough)” mentre si riescono a fare progressi nella Ue solo a livello di imprese medie e piccole. Il neo premio Nobel ha citato il rapporto di Mario Draghi, e i rilievi sul fatto che nella Ue manca un vero mercato unico, “non c’è un appropriato mercato dei capitali” e nemmeno strutture adeguate a livello di ricerca applicata.















