È stata la prima donna a guidare il Regno Unito, sfidando gli uomini (anche del suo partito) e i sindacati. Il 13 ottobre Thatcher avrebbe compiuto 100 anni. Il suo biografo racconta a d vizi e virtù della Lady di Ferro
di Deborah Ameri
Ha cambiato il suo Paese e la politica. Anche quella degli avversari. Senza di lei, dicono, non avremmo avuto Tony Blair. E forse la Brexit, chissà. Aveva iniziato a scrivere le sue memorie, voleva intitolare il libro Undefeated (imbattuta). L’editore ne aveva scelto uno più banale, ma quell’aggettivo riassumeva meglio le idee e la vita di Margaret Thatcher, prima donna a guidare la Gran Bretagna, dal 1979 al 1990. Non ha mai perso un’elezione, anzi cosa straordinaria ne vinse tre di fila. Si dimise quando capì che i suoi stavano per deporla. Poi nel momento della morte, a 87 anni nel 2013, la definirono “il più grande primo ministro dai tempi di Winston Churchill”. Nata a Grantham, in Lincolnshire, il 13 ottobre 1925: domenica avrebbe compiuto 100 anni. Il Regno Unito la ricorderà, senza troppo clamore. Con una Thatcher Fest nella sua città natale e qualche altra iniziativa nazionale.
Iain Dale, giornalista e decano dei commentatori politici inglesi, ha scritto sulla Iron Lady 7 libri. Accetta di parlare con d del suo ultimo lavoro, dedicato proprio al centenario, intitolato semplicemente Margaret Thatcher (Swift Press).











