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13 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 11:16

Una carriera legata alla Roma, con cui ha vinto uno scudetto nel 1982/83. Dopo il ritiro una “seconda” vita da dirigente e da opinionista sportivo. In mezzo una lotta contro il tumore al colon. Sebino Nela si racconta al Corriere della Sera e lo fa raccontando come ha vissuto quel periodo. Nel 2013 ha rivelato di aver avuto e sconfitto il cancro, ma prima c’è stato un cammino lungo e tortuoso. “Noi calciatori viviamo di obiettivi, una partita dopo l’altra. Con la malattia ho fatto così. Passavo cinque ore in bagno tutte le notti con i dolori di stomaco dopo la chemio. Mi sono detto: ‘Cerchiamo di stare in bagno quattro ore. Poi tre e mezzo, poi tre’. Ha funzionato. Mi dispiaceva farmi vedere pallido. Ora cerco di essere sempre abbronzato”.

C’è una sola cosa che Sebino Nela si porta dietro da quel periodo così difficile: “La stupidaggine della gente che mi dice: ‘Non c’erano dubbi che con quel fisico ne venissi fuori’. E allora tutti i colleghi che ho perso? Vincenzo D’Amico, Paolo Rossi, Sinisa Mihajlovic, Gianluca Vialli. L’unica differenza tra me e loro è che io sono stato più fortunato”.