Se gli Stati Uniti, anche grazie alla nuova amministrazione Trump, si stanno con granfatica liberando di alcune delle piùestremee provocatorie degenerazioni della cultura woke e della connessa cancel culture, la strada qui in Europa sembra ancora tutta in salita. E tocca proprio al vicepresidente americano, J. D. Vance, ricordare con un tweet agli smemorati europei la loro storia.

Nei giorni scorsi si è appreso che l’imponente cattedrale di Canterbury, nel cuore di Londra, probabilmente la più importante e conosciuta chiesa cristiana d’Inghilterra, dal 17 ottobre ospiterà una mostra gratuita di street art, concepita dal poeta Alex Vellis e curata da Jacquiline Creswell. La mostra, che rimarrà a Canterbury fino al 18 gennaio dell’anno prossimo, consiste in una serie di scritte che andranno a ricoprire gli storici colonnati, a cui non dovrebbero recare, a detta degli organizzatori, danni, essendo realizzate con inchiostro rimovibile.

Danni fisici, forse no, ma danni morali, forse ancor più gravi degli altri, sicuramente sì. La mostra ha infatti per titolo Hear Us (“ascoltaci”) ed è rivolta proprio al Signore interpellato a rispondere ad alcune delle più banali domande che ci si possa porre sul suo conto, soprattutto se si considera che certi dilemmi hanno avuto nei secoli risposte raffinatissime da parte di teologi e pensatori oggi del tutto ignorati.