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Secondo colloquio in due giorni. Il Ft: "Da mesi gli Usa aiutano a colpire i siti russi"

Due telefonate in quarantotto ore, toni insolitamente calorosi e una frase chiave che rimbalza tra Washington e Kiev: "Ottimismo, ma con cautela". Zelensky ha confermato sui social che anche il nuovo colloquio è stato "molto produttivo". Dietro la formula diplomatica si potrebbe nascondere un significativo salto di qualità nel coordinamento militare tra Stati Uniti e Ucraina. Kiev appare decisa a imprimere una svolta strategica al conflitto: più autonomia d'azione, più capacità d'attacco, e un messaggio chiaro al Cremlino, ovvero che l'Ucraina non intende arretrare. Soprattutto ora che il nemico continua ad attaccare le infrastrutture energetiche e di trasporto del gas. Nelle ultime ore sono state colpite quelle di Donetsk, Dnipro (2 morti), Odessa e Chernihiv con nuovi black-out.

"Abbiamo discusso della protezione del nostro Paese, del rafforzamento della difesa aerea e della capacità di raggiungere obiettivi lontani", ha scritto il leader di Kiev dopo aver sentito Trump. Un passaggio, quest'ultimo, che sembra confermare indirettamente la possibilità di una fornitura statunitense di missili a lungo raggio Tomahawk. Un'ipotesi che, se concretizzata, segnerebbe una svolta nella guerra e porterebbe Kiev a disporre di capacità d'attacco ben oltre le linee del fronte. In serata Zelensky, intervistato da Fox News, ha specificato che "l'Ucraina utilizzerà i Tomahawk solo per perseguire obiettivi militari e non per attaccare i civili".