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Il piano di pace di Donald Trump per la Striscia di Gaza prevede tempi molti precisi per l’applicazione della “fase 1”, cioè le prime disposizioni dell’accordo. È cominciato tutto venerdì a mezzogiorno ora israeliana (le 11 in Italia), quando il governo di Israele ha approvato formalmente l’accordo: secondo il piano, l’accettazione israeliana dava inizio ufficialmente al cessate il fuoco.

A quel punto l’esercito israeliano aveva 24 ore di tempo per portare a termine il proprio ritiro da parte dei territori della Striscia occupati militarmente. Secondo una mappa fatta circolare dalla Casa Bianca che si può vedere qui sotto, nella prima fase il ritiro dell’esercito deve avvenire entro la linea gialla: in questo modo Israele continua a controllare circa il 50 per cento della Striscia di Gaza, ma libera le principali città, come Gaza e Khan Yunis.

Da venerdì migliaia di persone palestinesi sfollate hanno cominciato a ritornare nelle proprie case, che molto spesso sono ridotte a macerie. In questi due anni di guerra, il 90 per cento degli edifici della Striscia è stato distrutto da Israele.

Secondo il capo dei negoziatori americano Steve Witkoff, il ritiro israeliano è stato completato a mezzogiorno di venerdì (sempre le 11 in Italia), in concomitanza con l’accettazione dell’accordo. È una stima un po’ ottimistica, perché nel pomeriggio erano ancora in corso manovre, ma che è stata presa per buona.