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12 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 18:55

Non è la prima volta, ma non è mai un bel vedere. Il più potente esercito al mondo, quello degli Stati Uniti d’America, torna a guardare i suoi soldati e le loro famiglie fare la fila per il cibo ai banchi alimentari. Perché dal primo ottobre negli Usa è scattato lo shutdown, il blocco parziale delle attività del governo federale con lo stop ai servizi non essenziali, dopo che al Senato repubblicani e democratici non hanno raggiunto l’accordo sulla legge di bilancio per approvare i finanziamenti. L’esercito fa parte dei servizi essenziali, ma lo stipendio arriverà solo alla fine dello shutdown. Che per ora non si vede e così un numero crescente di coniugi e figli dei servitori della patria ingrossano la fila dei banchi alimentari. Tanto che Donald Trump è corso ai ripari pretendendo dal Pentagono di trovare i soldi a tutti i costi e pagare comunque lo stipendio alle forze armate nella data prestabilita del 15 ottobre.

La situazione è stata denunciata da diverse organizzazioni di supporto ed è subito rimbalzata sui social network con l’effetto di una doccia fredda in quella che è pur sempre la nazione più ricca del mondo. Dove però tanti militari vivono “di stipendio in stipendio” e l’eventualità di non ricevere il prossimo ha già prodotto i suoi effetti. La testata Military.com, specializzata nei servizi a sostegno di militari e veterani, segnala che in alcune zone del Paese si stanno registrando aumenti di traffico nei food pantry superiori al 30%. La Armed Services YMCA (ASYMCA), un’organizzazione che risale addirittura alla Guerra Civile, assiste circa 500 mila famiglie militari all’anno e si concentra sui membri con gradi di paga più bassi, da E-1 a E-6, sta incoraggiando la comunità militare a ricorrere ai programmi di assistenza alimentare per mitigare la pressione finanziaria dovuta ai ritardi nei pagamenti. “A partire dalla scorsa settimana, nelle nostre normali operazioni alimentari, abbiamo riscontrato un aumento della domanda”, ha spiegato l’ASYMCA, col risultato che l’organizzazione ha esaurire le scorte più in fretta del solito. A Killeen, Texas, l’aumento è stato del 34% subito dopo l’inizio dello shutdown.