Furio Benussi, vincitore per l’ottava volta della Barcolana, triestino doc, è visibilmente commosso. “Se mi avessero detto di scrivere in anticipo un finale non sarei riuscito ad immaginare quello di oggi. Sono felice, ora voglio solo festeggiare e non pensare ad altro”.
La festa al “Benussi building”
L’edizione 57 è stata miracolata dal cielo. Sole, caldo, una folla enorme sulle Rive ad ammirare le barche, la città imballata di gente, musica ad ogni canto. E persino il vento, almeno per la partenza dalla linea di Barcola, con oltre 1800 barche al via. “Siamo tornati ad avere numeri eccezionali, come prima del Covid” dice Benussi.
L'uomo è travolto da abbracci, baci, strette di mano. Siamo all’ultimo piano del “Benussi building”, vale a dire la base di Arca Sgr, che s’innalza con tre piani sulla banchina: davanti c’è il mare, il bacino che bagna piazza Unità. Inutile dire che la Barcolana è unica anche perché Trieste è unica ad avere una piazza così, che fa da anfiteatro all’arrivo della regata. Furio accetta un sigaro, lo accende. “Come Michael Jordan dopo le vittorie”, dice, scherzando.
La regata






