Alla grande attesa in Israele per la liberazione degli ostaggi, scandita con immagini live dalla piazza di Tel Aviv dove si raduneranno i familiari, fa da contraltare il clima di incertezza e a tratti rabbia che regna tra i palestinesi.

L'accordo sulla prima fase del piano Trump per la fine della guerra a Gaza prevede il rilascio di circa 2mila detenuti palestinesi: 250 ergastolani condannati per attentati e omicidi a cui si aggiungono 1.722 incarcerati dal 7 ottobre di due anni fa, non coinvolti nell'attacco di Hamas, tra i quali figurano anche 22 minorenni.

A quanto si è appreso, l'elenco è ancora al centro di serrate trattative tra i mediatori. Hamas insisterebbe soprattutto per il rilascio di sette prigionieri di alto profilo, tra cui Marwan Barghouti e Ahmad Saadat, e sarebbe stata disponibile alla liberazione dei 20 ostaggi israeliani vivi anche nella giornata di domenica in caso di un 'sì' all'apertura delle celle per anche solo due di loro.

Tra i 'big seven', Barghouti e Saadat, il primo di Fatah che sconta 5 ergastoli e 40 anni, il secondo del Fronte per la liberazione della Palestina che di anni ne sconta 30, sono quelli su cui pende il carico minore di condanne. Abdullah Barghouti, tanto per fare un nome, noto come 'l'ingegnere' di Hamas per la sua abilità con gli esplosivi, di ergastoli ne sconta 67, sostanzialmente uno per ogni israeliano ucciso negli attentati che gli sono stati attribuiti.