Ian Watkins, l’ex frontman della rock band gallese Lostprophets, è stato ucciso nel carcere di Wakefield, dove stava scontando una condanna a 35 anni per reati di pedofilia, tra cui il tentato stupro di un neonato. La polizia, come riporta la BBC, ha arrestato due detenuti, di 25 e 43 anni, con l’accusa di omicidio. L’aggressione è avvenuta sabato mattina, 11 ottobre. In una nota, la polizia del West Yorkshire ha dichiarato di essere stata chiamata dal personale del carcere di HMP Wakefield alle 9:39 per una “grave aggressione ai danni di un prigioniero“. “I servizi di emergenza sono intervenuti e l’uomo è stato dichiarato morto sul posto poco dopo”, si legge nel comunicato, che non ha fatto esplicitamente il nome di Watkins.

La morte di Watkins, 48 anni, non è un fulmine a ciel sereno, ma si inserisce in un contesto di crescente violenza all’interno del penitenziario inglese. L’ex cantante era già stato aggredito in carcere nell’agosto del 2023, sebbene in quell’occasione le sue ferite non fossero state giudicate gravi. La sua uccisione arriva a meno di due settimane dalla pubblicazione di un rapporto dell’ispettorato capo delle prigioni che descriveva un clima allarmante a Wakefield, evidenziando come la violenza fosse “aumentata notevolmente”. Il rapporto sottolineava un pericolo specifico: “Molti prigionieri ci hanno detto di sentirsi insicuri, in particolare gli uomini più anziani condannati per reati sessuali, che condividono sempre più il carcere con una coorte crescente di prigionieri più giovani”.