(Di Laura Valentini) Ci sono l'amore e la guerra, c'è una grande opera, un progetto enorme e un po' folle da costruire per tramandare la propria identità e soprattutto tanta fantasia a sorreggere una narrazione che ha luogo in un'epoca antecedente alla scrittura, preistorica, indicata in 2500 anni prima dell'era comune.
Non solo: con il suo ultimo romanzo, 'Il cerchio dei giorni' (Mondadori), Ken Follett si concentra su quello che a tutt'oggi è ancora un enigma per gli studiosi, Stonehenge, il sito neolitico del Regno Unito e le sue colossali pietre erette in cerchio la cui funzione è ancora oggetto di ipotesi.
"Qui come in altri romanzi quello che mi interessa è creare un mondo immaginario dove attrarre lettori e lettrici al punto che si curino dei personaggi sul piano emotivo, che li abbiano a cuore" spiega lo scrittore britannico maestro di best seller, in Italia per presentare il nuovo libro.
"Ogni romanzo storico ha per base dei fatti reali su cui l'autore immagina delle vicende: l'unica differenza che comporta scrivere un romanzo ambientato nell'età della pietra è che qui la base fattuale è molto ridotta, quindi ci è voluta più immaginazione. Ciò detto - prosegue Follett - non è un fantasy, non ci sono draghi o supereroi, è un romanzo storico e come tale poggia sul mondo reale: quello che ho cercato di immaginare o indovinare riguarda Stonehenge ma partendo sempre da elementi noti".







