NABLUS (CISGIORDANIA) - Mohammad Ajaj aveva appena 26 anni ed è stato ucciso da un gruppo di coloni a Deir Jarir, ad est di Ramallah, in Cisgiordania. È stato colpito da diversi proiettili sulla strada principale tra Deir Jarir e Silwad mentre tornava a casa. Altre quattro persone sono rimaste ferite, due gravemente.

È accaduto il 9 ottobre, il giorno dell’annuncio dell’accordo tra Hamas e Israele per Gaza. Un annuncio che se accende una speranza per i palestinesi di Gaza, non solo non risolve la questione palestinese – che riguarda non solo Gaza, ma anche Gerusalemme Est e la West Bank – ma rischia anche di aggravarla.

La Cisgiordania è “l’elefante nella stanza”, la grande questione rimossa, il problema che tutti conoscono, ma di cui si parla poco e soprattutto che nessuno affronta seriamente.

Parliamo dell’occupazione, della presenza di continui check point e cancelli che rendono la vita difficile ai palestinesi, che per spostarsi – per lavoro o anche per andarsi a curare negli ospedali - devono fare lunghe file e non sono mai sicuri se arriveranno a destinazione. Burocrazia e impedimenti fanno parte di un piano per spingerli ad andarsene. E poi c’è la violenza.

Sono stati uccisi dai coloni e dall’esercito in due anni 1.050 palestinesi, un numero poco meno inferiore al numero di israeliani uccisi per mano di Hamas il 7 ottobre 2023.