In occasione dei Rolli Days in programma dal 17 al 19 ottobre Genova celebrerà l'Ottocento, un secolo di grande fermento, fascino e cambiamento, aprendo al pubblico non solo le antiche dimore nobiliari patrimonio Unesco ma anche edifici e luoghi che hanno segnato la trasformazione urbana del XIX secolo.
Per la prima volta sarà possibile visitare Palazzo Orsini, oggi sede genovese della Società Coutot-Roehrig, realtà di rilievo nazionale leader nella ricerca di eredi.
"Siamo profondamente onorati di partecipare ai Rolli Days e di aprire le porte della nostra sede di Palazzo Orsini ai genovesi e ai visitatori di tutto il mondo - commenta la legale rappresentante per l'Italia di Coutot-Roehrig Nadia Spatafora -.
Ringraziamo di cuore il Comune di Genova, l'assessore comunale alla Cultura Giacomo Montanari e il presidente dell'Associazione Palazzi dei Rolli Andrea Pinto, per la splendida opportunità".
Palazzo Orsini, noto per la sua straordinaria bellezza, è considerato un esempio di residenza nobiliare della seconda metà dell'Ottocento a Genova, per l'altissimo valore dei capolavori del patrimonio storico-artistico che custodisce e per il fascino di una dimora rimasta pressoché inalterata nel tempo. Il desiderio dell'avvocato Tito Orsini di celebrare la propria prestigiosa posizione sociale trovò compimento nell'incontro con il grande artista Nicolò Barabino. Proprio qui, Orsini si distinse come munifico mecenate, dando vita a una residenza sontuosa che rappresenta il vero santuario dell'arte barabiniana: l'artista vi dedicò undici anni di lavoro, realizzando affreschi, dipinti, arredi e l'intera decorazione interna, solo in parte purtroppo perduta durante i bombardamenti del 1943. Con il suo linguaggio innovativo, Nicolò Barabino introdusse in Palazzo Orsini uno stile che anticipa l'Art Nouveau, esaltando al tempo stesso valori come il progresso e la scienza attraverso le figure dei grandi personaggi storici del passato. La dimora, ieri come oggi, continua ad affascinare visitatori e appassionati d'arte, così come accadeva nel tempo del Grand Tour, quando i viaggiatori europei ammiravano le meraviglie delle città d'arte italiane.






