Bradley Wiggins si è raccontato in una intervista concessa al Times alla vigilia dell'uscita nelle librerie della sua autobiografia “The Chain” e le sue dichiarazioni shock stanno destando grande scalpore in Inghilterra. «A Londra 2012 sniffavo cocaina dalla mia medaglia d’oro, odiavo il risultato che avevo ottenuto. Era come urinare sulla tomba di qualcuno, e in quel momento stavo urinando sulla mia. La medaglia d’oro, il Tour de France: tutto questo per me era qualcosa di morto».
La dipendenza
L’ex corridore britannico, che ora ha 45 anni e ha lasciato il ciclismo nel 2016, rivela di non essere più dipendente dall’alcol: «Se saprei resistere alle tentazioni? Non lo so. Ma la realtà è che non bevo più. Vado in palestra tutti i giorni e ho una routine quotidiana che inizia alle 6.15. Vivo come se fossi un atleta professionista, programmo i miei pasti, programmo tutto». La rinascita di Wiggins ha un segreto: «Adesso guadagno più di quanto abbia guadagnato negli ultimi sei anni. Ho una casa di mia proprietà, non sono più un senzatetto. Un anno fa, invece, ero senza casa. Ora nel weekend vado ancora in bici, con la stessa sensazione di libertà che provavo da bambino».
Sky e doping
A suscitare clamore sono anche le dichiarazioni di Wiggins sul Team Sky e le accuse di doping che gli sono state rivolte dopo il suo ritiro: nel 2018, infatti, il comitato permanente del governo britannico ha accusato senza mezzi termini il corridore di aver barato, insieme alla sua squadra, per vincere il Tour. Secondo il rapporto il Team Sky avrebbe sfruttato il sistema dell’esenzione terapeutica con una diagnosi di comodo (asma) per permettere a Wiggins di assumere corticosteroidi: «C’era qualcosa di più grave in ballo. Il team mi ha buttato sotto un autobus per coprire qualcun altro. Ma verrà fuori la verità: mi piacerebbe sapere, in un modo o nell’altro, cosa sia successo realmente».






