VENEZIA - Nove borseggiatrici fermate in appena cinque giorni: otto di loro sono minorenni e la più giovane ha appena dieci anni. Alla sua età dovrebbe stare dietro ai banchi di una scuola elementare, invece trascorre le giornate battendo calli e fondamenta del centro storico, facendo attenzione a non farsi notare, rubando ai turisti tutto ciò che hanno con sé. Venezia ormai straripa di mani piccolissime che si muovono con la sicurezza di chi ha imparato troppo in fretta come aprire una borsa di nascosto, come far sparire un portafoglio.
L’ultimo episodio risale a giovedì, lungo riva degli Schiavoni. Tra la folla, c’è una donna cilena di 44 anni in vacanza a Venezia con la propria famiglia, che indossa una borsetta a tracolla. Dietro di lei due sagome le stanno addosso: una giovane di 21 anni e una ragazzina che avrebbe potuto sembrare la sorella minore. Camminando lente, attendevano il momento giusto per colpire, non sapendo che alle loro spalle gli agenti della Locale in borghese stavano loro con il fiato sul collo. Quando la più grande ha allungato la mano verso la zip, i poliziotti sono intervenuti. Le seguivano già da calle Vallaresso, mescolati tra i passanti, e sono riusciti a fermarle una volta giunte sul ponte della Pietà. La bambina è stata portata in comunità, mentre la 21enne Lorena Zahirovich è finita in arresto. La mattina seguente, a processo per direttissima, ha chiesto al giudice tempo per “risarcire la vittima”, e intanto non potrà più tornare in Veneto.






