"La nostra lista è un'offerta a coloro che non si riconoscono nei candidati in campo". Detta così, la strategia di Vincenzo De Luca, governatore uscente della Campania in campo alle regionali in solitaria, ma in appoggio a Roberto Fico (candidato di M5s e Pd dopo mille polemiche) suona come una furba strategia di marketing. Peccato che lo Sceriffo, come suo solito, voglia sottolineare la differenza siderale che lo lo separa da quello che gli alleati hanno scelto come suo successore: "La mia lista serve a dare una opportunità a quella parte di elettori che hanno l'orticaria quando si parla di reddito di cittadinanza o di scemenze ideologiche". E qui, allora, la situazione cambia e non di poco.
La sensazione, infatti, ascoltando De Luca intervenire alla Festa dell'Ottimismo de Il Foglio in corso a Palazzo Vecchio a Firenze, è quella di ascoltare un leader che ha tutta l'intenzione di giocare un brutto tiro agli "amici" Elly Schlein e Giuseppe Conte, che hanno fatto di tutto per defenestrarlo. "Adesso - ironizza il due volte presidente di Regione - mi sto dedicando alla letteratura, alla filosofia, le cose belle della vita. Di sicuro non andrò a casa e non vado alle Seychelles, mi sono collocato sulla linea Napolitano-De Mita e per un altro quarto di secolo sto qui a fare politica". Auguri, insomma, a Fico e a chi lo sostiene.











