Leo Artin Boschi ha lasciato casa alle due del mattino del 9 ottobre. Ha chiuso la porta dietro di sé e da allora nessuno l’ha più visto. La denuncia di scomparsa è stata presentata subito, gli appelli diffusi ovunque.

Ma di Leo nessuna traccia.Eppure non è un ragazzo che passa inosservato. Un metro e novanta, ottanta chili, capelli castani, occhi verdi. Impossibile confonderlo tra la folla. E invece è come se si fosse dissolto.Viveva a Trastevere con la madre e il compagno. Proprio a quest’ultimo, tempo fa, avrebbe confidato un pensiero: “Voglio vivere per strada”. Nessuno però pensava che l’avrebbe fatto davvero.

Il padre biologico, Bruno Boschin, non c’è più da quindici anni. Proprietario della libreria Del Viaggiatore in via del Pellegrino, è morto per un tumore quando Leo era ancora bambino.

Le ricerche sono partite da Roma, ma ora si allargano a tutta Italia. Anche a Padova, dove avrebbe dovuto andare con alcuni amici. Gli stessi che oggi passano le giornate a tappezzare stazioni e fermate d’autobus con la sua foto.

Sono stati allertati autisti e dipendenti di Atac, Cotral, Italo, Trenitalia. Anche la security della metropolitana è mobilitata.