Quest’anno il red carpet è stato calzante. La nuova stagione del Teatro Regio è intitolata «Rosso» e ieri sera in piazza Castello i partecipanti alla prima hanno calpestato il tappeto colore della passione, sfumatura scelta simbolicamente per evocare ciò che pulsa sotto la superficie delle storie: energia primordiale che alimenta violenza, fuoco del desiderio di chi lotta per un ideale, per l’amore, per la libertà.

Francesca da Rimini apre la stagione

E con un titolo passionale come Francesca da Rimini di Zandonai – che vide la luce nel 1914 proprio al Regio – il sipario si è alzato sul cartellone con un nuovo allestimento firmato da Andrea Bernard, con Andrea Battistoni sul podio di Orchestra e Coro del Teatro e sul palco un cast di prestigio capeggiato dai due protagonisti, il tenore Roberto Alagna e il soprano Barno Ismatullaeva.

Un omaggio al 1914 tra storia e simbolo

«La scelta nasce da due presupposti, uno storico e uno simbolico – spiega il sovrintendente Mathieu Jouvin –. Storicamente, il 1914 segna la conclusione di un periodo d’oro per il Teatro, con la presenza assidua di Toscanini, le prime assolute di Puccini, con “Manon Lescaut” e “La bohème”, e la prima italiana di “Salome” di Strauss. Sul piano simbolico il 1914 rappresenta la fine di un’età luminosa per l’Europa, bruscamente interrotta dallo scoppio della Grande Guerra. Zandonai, allievo di Mascagni e compositore colto e cosmopolita, nato in una terra di confine, consegna a Torino un’opera profondamente radicata nella tradizione italiana ma intrisa di respiro europeo».