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La Salis brinda all'immunità. Gli studenti pro Pal prendono una maxi cantonata. La Albanese contro la Segre. Ecco i peggiori della settimana

Al terzo posto del podio dei peggiori, questa settimana, abbiamo Ilaria Salis che acciuffa l'immunità per un sol voto di scarto e, per di più, con tanto di polemica sulla pulsantiera rotta. Non staremo qui a parlarvi del processo, di Orbàn, della candidatura con Avs (pensata proprio per tirarla fuori dalle galere ungheresi) o di tutto il can-can mediatico montato dalla sinistra sul suo caso. Quello che colpisce maggiormente è il suo atteggiamento: il pugno chiuso, i festeggiamenti con tanto di brindisi e ovviamente il post sui social: "Siamo tutti antifasciste!". Sempre la solita narrazione (di comodo) della sinistra che la butta sull'antifascismo. Ma qui abbiamo solo un'europarlamentare che fino a qualche mese fa faceva l'antagonista combattendo il sistema (quello con la "s" maiuscola) a suon di occupazioni e che ora non disdegna i benefici di quella che alcuni chiamerebbero casta. La richiesta, poi, di celebrare il processo in Italia ci suona di propaganda. La Salis sa benissimo che non si può fare. Perché l'immunità la mette al riparo fino al 2029.