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Parlare o uccidere: i conservatori italiani e l'allarme per la violenza che colpisce chi non è "politicamente corretto"

L'omicidio di Charlie Kirk ha sconvolto gli Stati Uniti ma la sua eco è arrivata fino all'Europa. Il suo assassinio il 10 settembre per mano di un soggetto che non condivideva le sue idee ha riacceso con forza il dibattito sulla crescente polarizzazione politica e sul rischio che la retorica dell'odio possa sfociare in violenza fisica. In Italia ci sono state numerose occasioni in cui è stato augurato a Giorgia Meloni, ma anche a Matteo Salvini e non solo, di fare la stessa fine. Questo è stato l'argomento principale dell'incontro che si è tenuto al Circolo Filologico di Milano dal titolo "Charlie: contro l’odio, per la libertà", promosso dal capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, e dalla fondazione New Direction.

"Dedicare questo momento al riflettere sul valore della libertà necessita di non cedere mai al linguaggio dell’odio e della violenza. In tempi come questi è importante la testimonianza e la battaglia culturale per la libertà", ha dichiarato l'on. Carlo Fidanza in apertura, ricordando anche che il gruppo dell'Ecr, di cui Fratelli d'Italia è parte al Parlamento Europeo, un anno fa aveva proposto per il Premio Sakharov per la libertà di pensiero María Corina Machado, ex parlamentare venezuelana, oppositrice del regime di Maduro, che le alla fine le venne assegnato, e che proprio oggi l'ex parlamentare ha vinto il Nobel per la Pace.