“Avrei dovuto incontrare il presidente Xi tra due settimane, all’Apec in Corea del Sud, ma ora sembra non esserci più motivo di farlo“. Con questo messaggio su Truth il presidente Usa Donald Trump ha aperto un nuovo fronte della guerra commerciale con la Cina. Non solo, perché Trump ha anche minacciato nuovi provvedimenti: “Sto valutando un massiccio aumento dei dazi sui prodotti cinesi in arrivo negli Stati Uniti”. È la risposta della Casa Bianca alla stretta di Pechino sull’export delle terre rare e alla tassa sulle navi americane. Una mossa dirompente, che per il momento fa saltare l’atteso incontro fra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, previsto per il 31 ottobre e il primo novembre a Gyeongju, in Corea del Sud. Il primo effetto si è visto in Borsa: i listini europei hanno chiuso tutti in ribasso, il prezzo del petrolio è colato a picco e anche Wall Street ha subito girato in rosso dopo il messaggio postato da Trump. Dow Jones ha chiuso in forte calo, perdendo l’1,90%. L’S&P 500 ha perso il 2,74% mentre il Nasdaq registra una flessione del 3,56%.
Il tycoon accusa Pechino di mosse commerciali “ostili“. “Alcune cose molto strane stanno accadendo in Cina! Stanno diventando molto ostili”, si legge su Truth. Trump si riferisce alle restrizioni all’export di terre rare da parte della Cina. A cui ha fatto seguito oggi l’annuncio di tasse portuali speciali, a partire dal 14 ottobre, che colpiranno “navi di proprietà di aziende, organizzazioni o privati Usa“. La mossa è speculare a quella decisa da Washington ex Sezione 301 a carico delle industrie marittime, logistiche e cantieristiche cinesi. A scatenare l’ira di Washington però è stata sopratutto la mossa cinese sulle terre rare.










