Il presidente Donald Trump ha minacciato di imporre un «massiccio aumento dei dazi» sui prodotti cinesi importati negli Stati Uniti per «contrastare finanziariamente» i nuovi controlli sulle esportazioni imposti dalla Cina sulle terre rare provenienti da quel paese. Trump ha anche minacciato, in un post sui social media, di annullare il suo prossimo incontro con il presidente cinese Xi Jinping a causa della controversia. Poche ore dopo, in conferenza stampa, l’annuncio: i dazi saranno al 100% e già dal primo novembre. La giornata I mercati azionari sono subito crollati dopo il post bellicoso di Trump su Truth Social, in cui aveva affermato che «non è possibile che a quel Paese venga permesso di tenere il mondo 'prigioniero'» con la sua politica sulle terre rare. Le Borse europee hanno chiuso in rosso sulla scia delle pesanti perdite di Wall Street, in un contesto di incertezza politica e di bilancio. Milano registra la performance peggiore con l'indice Ftse Mib che perde l'1,74% a 42.047 punti. Piazza Affari è seguita da vicino da Parigi dove il CAC 40 cede l'1,53%. Male anche Francoforte e Londra con un calo rispettivamente dell'1,50% e dello 0,92%.
Giovedì, il ministero del Commercio cinese ha dichiarato che le entità straniere dovranno ora ottenere una licenza per esportare prodotti contenenti più dello 0,1% di terre rare provenienti dalla Cina, o realizzati utilizzando tecnologie cinesi di estrazione, raffinazione, produzione di magneti o riciclaggio. Le nuove norme sulle esportazioni di terre rare entreranno in vigore il primo di dicembre. «In Cina stanno succedendo cose davvero strane!», ha scritto Trump nel suo post su Truth Social. «Stanno diventando molto ostili e inviano lettere a paesi di tutto il mondo, dicendo che vogliono imporre controlli sulle esportazioni su ogni singolo elemento di produzione che abbia a che fare con le Terre Rare, e praticamente su qualsiasi altra cosa gli venga in mente, anche se non è prodotta in Cina»,ha scritto Trump.











