Isola di Pasqua (o Rapa Nui): la ricerca torna ad occuparsene. Quel piccolo puntino disperso nelle acque del Pacifco meridionale è infatti al centro di numerosi studi, tanto per quel che riguarda il destino dei suoi abitanti, che per le sue enigmatiche statue (compresi i rischi che corrono a causa dei cambiamenti climatici). Molta della ricerca nel campo, in particolare, si concentra sul cercare di capire come diavolo fosse stato possibile muovere queste statue, i Moai. Ne esistono a centinaia sull’isola, sono alte fino a 10 metri e hanno pesi che oscillano da 5 a 10 tonnellate. Un nuovo studio, appena pubblicato sulle pagine di Journal of Archaeological Science, conferma che per spostare quelle statue non fosse necessaria chissà quale tecnologia. Vedere per credere (e capire).Il video delle statue dell’Isola di Pasqua che camminanoVideo: BinghamtonUniversity/YouTube
Il video in questione arriva dalla Binghamton University, dove si trova Carl Lipo, uno dei ricercatori che, insieme a Terry Hunt della University of Arizona, firma la nuova ricerca (dei veri appassionati dei Moai, di cui si occupano da tempo, anche per quel che riguarda i loro cappelli di pietra). “Combinando la modellazione 3D con prove sperimentali, dimostriamo che questi megaliti di diverse tonnellate sono stati progettati per il trasporto verticale con un movimento di ‘camminata’ controllato, facilitato dalle loro forme scolpite”, scrivono a riassunto delle loro osservazioni. La parte forse più interessante del loro lavoro infatti, come mostrato dal video, sono i test sperimentali, che hanno confermato come il trasporto di una statua di più di quattro tonnellate fosse possibile con un gruppo di 18 persone. Oscillando da un lato all’altro grazie a delle corde la statua effettivamente avanza.Isola di Pasqua: statue e strade costruite ad hocLipo e Hunt sostengono che sia la realizzazione delle statue - provenienti dalla cava di Rano Raraku - ma anche le stesse strade dell’isola fossero progettate per questo tipo di movimento. A favorire la camminata dei Moai in particolare sarebbero state una forma a D della loro base e una leggera inclinazione in avanti. I test e le simulazioni mostrano che era possibile coordinare il movimento e far camminare, anche per diversi metri, le statue. Le strade inoltre, dicevamo, mostrano caratteristiche compatibili con questa ipotesi: sono larghe (più di quattro metri) e sembrano scolpite allo scopo. Un tutt’uno, come spiega da Binghamton lo stesso Lipo: “La strada fa parte dello spostamento della statua. In realtà le vediamo sovrapposte, e ne vediamo molte versioni parallele. Probabilmente (gli abitanti dell’isola, nda) stanno liberando un sentiero, spostandolo, quindi liberandone un altro, liberandolo ulteriormente e spostandolo correttamente in determinate sequenze”.I ricercatori sono profondamente convinti di aver risolto il mistero, anche in virtù del fatto, e concludono, che questa tecnica richiedesse relativamente poco sforzo rispetto all’ipotesi alternativa di uno spostamento orizzontale. Ma non solo: “Il metodo di camminata [...] è in linea con le tradizioni orali di Rapa Nui che descrivono i moai ‘camminare’ dalla cava”. Questione chiusa, forse.








